Lo scorso 16 febbraio è stato presentato un pacchetto di interventi per 150 milioni di euro per il rilancio dei siti industriali dismessi, il riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali locali, il sostegno agli investimenti nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (Apea), i distretti industriali, le reti d’impresa, il consolidamento delle Pmi e gli indotti Fiat e Alitalia. Un interessante programma di reindustrializzazione del Lazio sul quale dovrebbero aderire parte degli interventi previsti dalla programmazione dei fondi europei 2014-2020, del bilancio regionale e del nuovo Fondo PMI. Cerchiamo di capire quali sono le possibilità da cogliere e i risultati attesi.
La Regione Lazio ha deciso di impostare una strategia di rilancio industriale che porti alla nascita di un nuovo modello di sviluppo territoriale spingendo le realtà produttive locali verso processi di riposizionamento competitivo e le imprese a mettere in campo azioni di internazionalizzazione e innovazione, costruendo reti e creando sinergie con i centri di ricerca. Una strategia che dovrà essere necessariamente condivisa e che svilupperà dal confronto con gli enti locali, le associazioni di categoria, le parti sociali e il mondo scientifico e accademico.
Uno degli obiettivi principali della strategia è quello di arrivare entro l’estate agli Stati Generali per la nuova politica industriale per il Lazio, durante i quali presentare un programma organico di interventi utili a incrementare il contributo dell’industria al Pil regionale e ad aumentare produzione, produttività, occupazione e salari. Per tenere la Regione agganciata alle sfide dell’Europa, collocando il territorio all’altezza della competizione globale.
Parallelamente a questo iter di definizione del programma di reindustrializzazione del Lazio, la Regione intende avviare specifiche azioni in grado di dare una risposta al sistema produttivo e alle sue esigenze di riorganizzazione strutturale. Per farlo sono disponibili 150 milioni di euro (tra risorse Por Fesr 2014-2020, nuovo Fondo Pmi e Bilancio regionale 2015-2017) su tre linee di intervento:
- Localizzazione delle imprese e valorizzazione dei siti industriali dismessi;
- “Call for projects” per un nuovo protagonismo dei territori;
- Reti d’impresa, consolidamento e crescita dimensionale Pmi.
1) La prima linea d’intervento è finalizzata a favorire l’attrazione degli investimenti industriali e/o la ricollocazione delle imprese nel Lazio attraverso l’utilizzo della Legge 448/1998. Questa norma consente ai Consorzi industriali di acquisire a un prezzo agevolato i siti dismessi finanziati in passato con intervento pubblico. I Consorzi dovranno poi individuare, tramite bandi internazionali, i progetti di industrializzazione dei siti in grado generare crescita ed occupazione. In questo modo si favorirà l’insediamento di nuovi progetti industriali su siti produttivi oggi inutilizzati, a costi fortemente vantaggiosi. La Regione metterà a disposizione di questa azione due milioni di euro per favorire l’accesso al credito per coprire i costi di gestione dei Consorzi che acquisiscono le aree.
2) “Call for projects”, questa linea d’intervento è pensata per restituire protagonismo ai territori spingendoli a proporre progetti integrati (cui partecipino imprese, centri di ricerca, enti locali, ecc..) in grado aggregare operatori economici e attrarre investimenti privati in coerenza con le traiettorie di specializzazione regionale.
Per questa linea di intervento sono previsti 71 milioni di euro così ripartiti:
- 35 milioni per il riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territorialmente delimitati;
- 30 milioni per imprese che investono nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (Apea);
- 6 milioni per i distretti industriali, assegnando priorità ai progetti d’investimento in innovazione legati alla Smart Specialization Strategy regionale.
3) Per quanto riguarda la terza linea d’azione, pensata per rilanciare le reti d’impresa e promuovere il consolidamento e la crescita dimensionale delle Pmi, questa prevede interventi per complessivi 77 milioni di euro, dei quali:
- 35 milioni per sostenere le reti d’impresa e la collaborazione tra grandi imprese multinazionali, Pmi e centri di ricerca su attività di innovazione;
- 35 milioni per sostenere il consolidamento delle Pmi (incluse quelle in fase di startup) e la loro crescita dimensionale;
- 7 milioni per la riqualificazione delle aziende coinvolte nell’indotto Fiat e Alitalia favorendo i processi d’innovazione e riposizionamento competitivo.
Vedremo nei prossimi mesi se le aspettative di questo piano strategico saranno corrisposte da bandi rapidi e ben ideati per consentire alle PMI di partecipare in maniera efficace alle call.

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