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martedì 31 marzo 2015

VAL Valore Aggiunto Lazio: una strategia di reindustrializzazione per il Lazio

VAL Valore Aggiunto Lazio: una strategia di reindustrializzazione per il Lazio


Lo scorso 16 febbraio è stato presentato un pacchetto di interventi per 150 milioni di euro per il rilancio dei siti industriali dismessi, il riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali locali, il sostegno agli investimenti nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (Apea), i distretti industriali, le reti d’impresa, il consolidamento delle Pmi e gli indotti Fiat e Alitalia. Un interessante programma di reindustrializzazione del Lazio sul quale dovrebbero aderire parte degli interventi previsti dalla programmazione dei fondi europei 2014-2020, del bilancio regionale e del nuovo Fondo PMI. Cerchiamo di capire quali sono le possibilità da cogliere e i risultati attesi.

La Regione Lazio ha deciso di impostare una strategia di rilancio industriale che porti alla nascita di un nuovo modello di sviluppo territoriale spingendo le realtà produttive locali verso processi di riposizionamento competitivo e le imprese a mettere in campo azioni di internazionalizzazione e innovazione, costruendo reti e creando sinergie con i centri di ricerca. Una strategia che dovrà essere necessariamente condivisa e che svilupperà dal confronto con gli enti locali, le associazioni di categoria, le parti sociali e il mondo scientifico e accademico.

Uno degli obiettivi principali della strategia è quello di arrivare entro l’estate agli Stati Generali per la nuova politica industriale per il Lazio, durante i quali presentare un programma organico di interventi utili a incrementare il contributo dell’industria al Pil regionale e ad aumentare produzione, produttività, occupazione e salari. Per tenere la Regione agganciata alle sfide dell’Europa, collocando il territorio all’altezza della competizione globale.

Parallelamente a questo iter di definizione del programma di reindustrializzazione del Lazio, la Regione intende avviare specifiche azioni in grado di dare una risposta al sistema produttivo e alle sue esigenze di riorganizzazione strutturale. Per farlo sono disponibili 150 milioni di euro (tra risorse Por Fesr 2014-2020, nuovo Fondo Pmi e Bilancio regionale 2015-2017) su tre linee di intervento:
  1. Localizzazione delle imprese e valorizzazione dei siti industriali dismessi;
  2. “Call for projects” per un nuovo protagonismo dei territori;
  3. Reti d’impresa, consolidamento e crescita dimensionale Pmi.
1) La prima linea d’intervento è finalizzata a favorire l’attrazione degli investimenti industriali e/o la ricollocazione delle imprese nel Lazio attraverso l’utilizzo della Legge 448/1998. Questa norma consente ai Consorzi industriali di acquisire a un prezzo agevolato i siti dismessi finanziati in passato con intervento pubblico. I Consorzi dovranno poi individuare, tramite bandi internazionali, i progetti di industrializzazione dei siti in grado generare crescita ed occupazione. In questo modo si favorirà l’insediamento di nuovi progetti industriali su siti produttivi oggi inutilizzati, a costi fortemente vantaggiosi. La Regione metterà a disposizione di questa azione due milioni di euro per favorire l’accesso al credito per coprire i costi di gestione dei Consorzi che acquisiscono le aree.

2) “Call for projects”, questa linea d’intervento è pensata per restituire protagonismo ai territori spingendoli a proporre progetti integrati (cui partecipino imprese, centri di ricerca, enti locali, ecc..) in grado aggregare operatori economici e attrarre investimenti privati in coerenza con le traiettorie di specializzazione regionale.

Per questa linea di intervento sono previsti 71 milioni di euro così ripartiti:
  • 35 milioni per il riposizionamento competitivo dei sistemi imprenditoriali territorialmente delimitati;
  • 30 milioni per imprese che investono nelle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate (Apea);
  • 6 milioni per i distretti industriali, assegnando priorità ai progetti d’investimento in innovazione legati alla Smart Specialization Strategy regionale.
3) Per quanto riguarda la terza linea d’azione, pensata per rilanciare le reti d’impresa e promuovere il consolidamento e la crescita dimensionale delle Pmi, questa prevede interventi per complessivi 77 milioni di euro, dei quali:
  • 35 milioni per sostenere le reti d’impresa e la collaborazione tra grandi imprese multinazionali, Pmi e centri di ricerca su attività di innovazione;
  • 35 milioni per sostenere il consolidamento delle Pmi (incluse quelle in fase di startup) e la loro crescita dimensionale;
  • 7 milioni per la riqualificazione delle aziende coinvolte nell’indotto Fiat e Alitalia favorendo i processi d’innovazione e riposizionamento competitivo.
Vedremo nei prossimi mesi se le aspettative di questo piano strategico saranno corrisposte da bandi rapidi e ben ideati per consentire alle PMI di partecipare in maniera efficace alle call.

POR-FESR 2014-2020 Approvati dall'Europa i primi POR Regionali

Il POR-FESR 2014-2020
In questo post vorrei palare dei nuovi Programmi Operativi Regionali (POR) che rappresentano uno degli strumenti di maggior rilievo della politica di sviluppo regionale e che, nel ciclo programmatico considerato 2014-2020, assumono un ruolo centrale nella realizzazione della strategia Europa 2020.

Con i POR le Regioni definiscono, nell'ambito di un ampio processo partecipativo, le modalità attraverso le quali far convergere le risorse per sostenere le proprie priorità di investimento per la crescita e l’occupazione e in particolare stabilendo non solo cosa sostenere, ma anche e soprattutto come, tenendo conto di tutte le condizionalità previste nel’lambito della Politica di Coesione per il periodo 2014-20.

La Politica di Coesione Regionale Comunitaria
La politica di coesione (o politica regionale comunitaria) è la politica che l’Unione Europea dispone per ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni degli Stati membri e per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale e rappresenta una delle principali leve di crescita e sviluppo della qualità di vita in Europa.
La politica di coesione è ripartita in cicli di programmazione della durata di 7 anni; l’attuale ciclo di programmazione riguarda il periodo 2014-2020 ed è orientato alla crescita inclusiva, intelligente, sostenibile obiettivo di Europa 2020.
In questa logica di riequilibrio le regioni europee (e italiane) vengono identificate secondo il grado di sviluppo in:  
  • «meno sviluppate» (per l’Italia, Puglia, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia)
  •  «in transizione» - (Abruzzo, Molise, Sardegna)  
  • «più sviluppate» (PA Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, PA Trento, Valle d’Aosta, Veneto, Umbria)

L’accordo di Partenariato
Il POR viene definiito all’interno dell Accordo di Partenariato AP. L’accordo è il documento predisposto da uno Stato membro in collaborazione con le istituzioni di livello centrale e locali e i partner economici e sociali, che definisce strategie, metodi e priorità di spesa ed è approvato dalla Commissione Europea in seguito del negoziato con lo Stato membro.
l’Accordo riguarda 4 fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE) con una dotazione di bilancio di 42.085 miliardi::
  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR): 20.6 mld
  • Fondo sociale europeo (FSE): 10.4 mld
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR): 10.4 mld
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP): 537 mln

Gli Obiettivi Tematici (OT)
I fondi sono focalizzati su 11 Obiettivi Tematici (OT):
  1. Ricerca e innovazione : 3.7 mld
  2. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione : 2.1 mld
  3. Competitività delle PMI : 7.8 mld
  4. Economia a basse emissioni di carbonio : 3.9 mld
  5. Lotta ai cambiamenti climatici : 2.3 mld
  6. Ambiente ed efficienza delle risorse : 4.4 mld
  7. Trasporto sostenibile : 2.4 mld
  8. Occupazione e mobilità: 4.3 mld
  9. Inclusione sociale : 4 mld
  10. Istruzione e formazione più efficaci : 4.1 mld
  11. Amministrazione pubblica più efficiente : 1 mld

Le priorità dell’Accordo di Partenariato
L’ Accordo prevede 8 priorità: Innovazione, energia, ambiente, trasporti, occupazione, educazione, povertà, capacità amministrativa, da conseguire secondo le seguenti attività:
  • Sostegno alla ricerca e innovazione e alla competitività del sistema produttivo, in stretto collegamento con le «strategie di specializzazione intelligente», rafforzando la capacità innovativa delle imprese, anche con schemi di finanziamento in grado di avvicinare imprese di piccola dimensione con ridotta propensione all’innovazione (OT1 e OT3).
  • Supporto alla infrastrutturazione per la banda ultra larga e potenziamento dei servizi ICT a cittadini e imprese nell’ambito della più ampia strategia nazionale (OT2).
  • Efficientamento energetico degli edifici pubblici e risparmio energetico nei cicli produttivi, aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane (OT4). Adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione dei rischi (idrogeologico, erosione costiera, desertificazione, sismico e incendi) (OT5); tutela degli asset naturali, valorizzazione delle risorse culturali e uso efficiente delle risorse ambientali (OT6)
  • Potenziamento delle direttrici ferroviarie e rafforzamento della logistica a servizio del sistema produttivo nelle regioni meno sviluppate (OT7)
  • Sostegno all’occupazione di diversi target di popolazione (OT8) e intervento specifico sui giovani tramite il programma dedicato (Iniziativa Occupazione Giovani).
  • Rafforzamento dei percorsi di istruzione e degli ambienti educativi, azioni di formazione mirate alle esigenze del sistema imprenditoriale e miglioramento del raccordo tra sistema educativo e mercato del lavoro (OT10)
  • Interventi per il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale attraverso la presa in carico dei soggetti maggiormente vulnerabili e il miglioramento dell’accesso ai servizi di base (OT9)
  • Rafforzamento della capacità amministrativa delle autorità di gestione dei fondi e azioni più generali di modernizzazione della PA negli ambiti rilevanti per la politica di coesione (regolamentazione dell’attività di impresa, open government, giustizia civile, prevenzione e lotta alla corruzione) (OT11)

Le criticità da superare
Per sfruttare al massimo le opportunità offerte dal POR 2014-2020 dovranno essere affrontate e superate una serie di criticità che hanno caratterizzato il precedente periodo 2007-2013. In particolare queste criticità possono essere riassunte nei seguenti punti:
  • Una programmazione non pienamente esplicita e poco operativa
  • Diffuse carenze nella capacità amministrativa e tecnica 
  • La mancanza di piani nazionali di settore cui fare riferimento
  • Ritardi nella pubblicazione dei Bandi e nei pagamenti dei finanziamenti

Tali criticità potranno essere superate solo attraverso una programmazione per «meriti,risultati attesi e azioni» più trasparente e verificabile nell’attuazione anche attraverso piani nazionali di settore, piani di Rafforzamento Amministravo (PRA) per le Regioni e le amministrazioni centrali, l'Agenzia per la Coesione con funzione di supporto all’attuazione e al monitoraggio permanente.

La situazione del Lazio
Il Lazio  è tra le prime Regioni ad aver ottenuto l’approvazione del POR da parte di Bruxelles e, se verranno affrontate e risolte le criticità sopra esposte, questo significa che la Regione potrà utilizzare fin da subito i fondi e partire con i bandi.

Qui è possibile scaricare la decisione della CE.

Il POR-Lazio prevede una serie di investimenti per ripartire e favorire la crescita, sostenere le piccole e medie imprese e creare nuovi posti di lavoro per un  totale di di 913 milioni di cui 456,5 milioni provengono del FESR.

In particolare, le risorse saranno utilizzate per:
  • Promuovere la competitività delle PMI (€276,4 milioni – 30,3% delle risorse totali)
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€180 milioni – 19,7%)
  • Promuovere l'efficienza energetica e la mobilità sostenibile (€176 milioni – 19,3%)
  • Lazio digitale (€144,2 milioni – 16,9%)
  • Prevenzione e gestione dei rischi idrogeologici (€90 milioni – 9,9%)
Da questi interventi la Regione si aspetta I seguenti risultati:
  • Oltre 11.000 piccole e medie imprese coinvolte negli investimenti.
  • 370 aziende che cooperano con gli organismi di Ricerca&Sviluppo.
  • 95 milioni di investimenti privati in progetti innovativi e di R&S, addizionali a quelli pubblici.
  • 110 ricercatori all’anno coinvolti nei progetti co-finanziati.
  • Popolazione coperta da banda larga (100 Mbps): 562.600 abitanti nel 2018.
  • 7 000 persone e 50 kmq di territorio beneficeranno di interventi idrogeologici di prevenzione delle alluvioni.
L’approvazione del Por-Fesr 2014-2020 del Lazio avvenuta il 13 febbraio 2015 potrà consentire l'utilizzo dei fondi e l'avvio dei bandi per mettere a punto al meglio la programmazione dei fondi europei per il nuovo settennio.

Qui è possibile scaricare il Por-Fesr 2014-2020

Le altre Regioni Italiane
Ad oggi la Commissione europea ha adottato 11 Programmi operativi regionali della programmazione 2014-2020: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio e le due provincie autonome di Trento e di Bolzano.
L'approvazione dei programmi operativi segue quella, avvenuta lo scorso ottobre, dell'Accordo di partenariato, ossia del piano strategico che definisce le priorità di investimento per l'intero territorio nazionale. Per ottenere i finanziamenti del FESR, l'Italia ha presentato nel complesso 21 programmi operativi regionali e 6 nazionali (Cultura, Imprese e Competitività, Infrastrutture e Reti, Ricerca e Innovazione, Città Metropolitane e Legalità).
Gli 11 programmi, i primi ad essere adottati per l'Italia, realizzeranno un investimento  complessivo di € 5,518 miliardi, di cui € 2 759 milioni stanziati dall'UE attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e l'altra metà derivante dal cofinanziamento nazionale.
Questo pacchetto di investimenti dovrà servirà alle regioni italiane a promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, rafforzare la collaborazione tra ricerca e imprese, stimolare lo sviluppo tecnologico, ampliare l'infrastruttura di banda larga e l'accesso ai relativi servizi per un'ulteriore fetta di popolazione e di imprese. Inoltre sono previsti importanti finanziamenti per il risparmio e l'efficienza energetica e la messa in sicurezza del territorio. Non da ultimo, questi investimenti potranno sostenere lo sviluppo del turismo e la salvaguardia del patrimonio culturale e ambientale.

Di seguito si riporta la dotazione per le single regioni:

Valle d'Aosta, Investimento totale €64,3 milioni, di cui €32,2 milioni del FESR
Priorità:
  • Sviluppare settore ICT/banda larga (€14,4 milioni – 22,6% delle risorse totali)
  • Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio migliorando l'efficienza energetica degli edifici pubblici e la mobilità urbana sostenibile (€14,2 milioni – 22,1%)
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€13,5 milioni di EUR – 21%)
  • Promuovere il turismo attraverso il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale (€12,3 milioni – 19,1%)
  • Promuovere la competitività delle PMI (€7,2 milioni – 11,2%)
Risultati attesi:
  • Territorio coperto da banda larga: 100% (29% nel 2013)
  • Edifici pubblici riconvertiti dal punto di vista energetico: 17
  • Investimenti in oltre 150 PMI
  • Facilitare la creazione e la crescita di PMI innovative
  • Investimenti privati nelle PMI, addizionali a quelli pubblici: oltre €20 milioni
Piemonte, Investimento totale €965,8 milioni, di cui €482,9 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€355,2 milioni – 36,7% delle risorse totali)
  • Promuovere la competitività delle PMI e agevolare l'accesso al credito (€212,4 milioni – 22%)
  • Promuovere l'efficienza energetica e l'uso delle energie rinnovabili (€193,2 milioni – 20%)
  • Migliorare l'accesso, l'impiego e la qualità delle ICT (88,2 milioni – 9,1%)
  • Sviluppo urbano sostenibile (€48,2 milioni – 5%)
  • Preservare e promuovere il patrimonio naturale e culturale (29,8 milioni – 3,1%).
Risultati attesi:
  • N. aziende che cooperano con gli organismi di Ricerca&Sviluppo: 1 653
  • Investimenti privati in progetti innovativi e di R&S, addizionali a quelli pubblici: €277,6 milioni
  • Popolazione coperta da servizi di sanità-on-line (e-health): 40% (0% nel 2013)
  • Creazione di oltre 380 PMI orientate all'export
  • Diminuzione di gas climalteranti: 18 577 tonnellate CO2
  • Aumento di visitatori verso i siti culturali finanziati: 48 000 nuovi visitatori l'anno
Lombardia,Investimento totale €970,4 milioni, di cui €485,2 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€349,4 milioni – 36% delle risorse totali);
  • Promuovere la competitività delle PMI e agevolare l'accesso al credito (€294,6 milioni – 30%);
  • Promuovere l'efficienza energetica e la mobilità urbana sostenibile (€194,6 milioni – 20%);
  • Sostenere la riqualificazione di aree urbane (€60 milioni – 6%).
  • Estendere e ampliare il servizio di banda ultra larga e accesso veloce (€20 milioni – 2%);
  • Preservare e promuovere il patrimonio naturale e culturale delle aree interne (€19 milioni – 2%).
Risultati attesi:
  • Investimenti in oltre 1 600 imprese per promuovere ulteriori investimenti in R&S
  • N. aziende che cooperano con gli organismi di R&S: 256;
  • Rafforzamento della competitività delle piccole e medie imprese: investimenti in oltre 5600 imprese;
  • 10 500 nuove imprese coperta dalla banda ultra larga;
  • Riduzione consumo di energia negli edifici pubblici di 90 M kwh/a e di 21 000 tonnellate/anno di CO2;
  • 500 punti di ricarica per veicoli elettrici; 120 km di piste ciclabili; 1 200 posti bici realizzati/riqualificati;18 velostazioni e parcheggi per biciclette nuovi o rinnovati, 2 nuovi treni per incentivare la mobilità urbana multimodale;
  • Ristrutturazione di 580 alloggi (38 000 mq) nelle aree urbane.

Liguria, Investimento totale €392,5 milioni, di cui €196,3 milioni del FESR
Priorità:
  • Promuovere la competitività delle PMI e agevolare l'accesso al credito (€135 milioni – 34,4% delle risorse totali).
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€80 milioni – 20,4%).
  • Promuovere l'efficienza energetica e l'uso delle energie rinnovabili (€61 milioni – 15,5%)
  • Sviluppo urbano sostenibile (€40 milioni – 10,2%)
  • Migliorare l'accesso, l'impiego e la qualità delle ICT (€36 milioni – 9,2%).
  • Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi idrogeologici (€25 milioni – 6.4%)
Risultati attesi:
  • N. aziende che cooperano con gli organismi di Ricerca&Sviluppo: 236
  • Ricercatori impiegati in imprese co-finanziate: 250
  • Popolazione coperta da servizi di sanità-on-line (e-health): 100% (3% nel 2013)
  • Diminuzione di gas climalteranti: 6 870 tonnellate di CO2
  • Per rispondere all'emergenza creata dalle recenti esondazioni di Genova, sarà realizzato un progetto integrato di tutela e messa in sicurezza dell'area del fiume Bisagno. Il progetto è cofinanziato dal programma operativo regionale e da quello nazionale "Città Metropolitane"
Emilia-Romagna, Investimento totale €481,8 milioni, di cui €240,9 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€140,4 milioni – 29,2% delle risorse totali)
  • Accrescere la competitività del sistema produttivo (€120,4 milioni – 25%)
  • Promuovere  la low carbon economy (€102,2 milioni – 21,7%)
  • Valorizzare le risorse artistiche, culturali e ambientali (€37,4 milioni – 7,8%).
  • Sviluppare l'ICT e attuare l'Agenda Digitale (€30 milioni – 6,2%)
  • Città attrattive e partecipate (€30 milioni – 6,2%)
Risultati attesi:
  • Imprese che investono in R&S: aumento dal 29,3 al 35%
  • Creazione di nuove PMI e supporto alle esistenti attraverso l'ICT
  • Sostegno alle PMI e allo sviluppo della "nuova industria", accrescendo i processi di internazionalizzazione
  • Diminuzione del consumo di energia nel processo produttivo: del 20% per le industrie e del 25% per le società di servizi
Toscana, Investimento totale €792,4 milioni, di cui €396,2 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€253,1 milioni – 31,9% delle risorse totali).
  • Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, l'efficienza energetica e l'uso delle rinnovabili (€196,6 milioni – 24,8%)
  • Promuovere la competitività delle PMI e l'accesso al credito (€152,4 milioni – 19,2%)
  • Migliorare l'accesso, l'impiego e la qualità delle ICT (€79,5 milioni – 10,6%)
  • Sviluppo urbano sostenibile (€49,2 milioni – 6,2%)
  • Preservare e promuovere il patrimonio naturale e culturale (€29,7 milioni – 3,7%).
Risultati attesi:
  • Oltre 7 000 posti di lavoro nelle imprese beneficiarie di un sostegno
  • Oltre 4 000 PMI beneficiarie di un sostegno finanziario diverso dalle sovvenzioni (es. finanziamento agevolato)
  • 16 312 imprese addizionali con accesso alla banda ultra larga di almeno 100 Mbps 
Umbria, Investimento totale €356,2 milioni, di cui €178,1 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione – Smart Specialization (€101,8 milioni– 28,6%);
  • Promuovere la competitività delle PMI e agevolare l'accesso al credito (€85,5 milioni – 24%);
  • Promuovere l'efficienza e la riconversione energetica nel pubblico e nel privato, le energie rinnovabili (€55,9 milioni – 15,7%);
  • Estendere e ampliare il servizio di banda larga e accesso veloce, sviluppare servizi ICT e di e-government (€31,9 milioni – 9% delle risorse totali);
  • Promuovere il patrimonio naturale e culturale (€36 milioni – 10%);
  • Promuovere la mobilità sostenibile, soluzioni ICT e la fruizione del patrimonio culturale delle aree urbane (€30,8 milioni – 8,6%).
Risultati attesi:
  • Investimenti in 800 imprese per favorire ricerca e sviluppo e per attrarre €30 milioni di capitali privati. Aziende che cooperano con gli organismi di R&S: 50;
  • Favorire la creazione di nuove PMI innovative, stimolare €59 milioni di investimenti privati e agevolare l'accesso al credito;
  • 410 km di fibra ottica per connettere 32 città e aree industriali alla banda ultra larga;
  • Consumo di energia negli edifici pubblici diminuita di 3,5 milioni di kwh, capacità supplementare di produzione di energie rinnovabili pari a 9 MW, 2000 nuovi utenti connessi a rete smart grid;
  • Crescita del numero di visite a siti del patrimonio culturale e naturale: 118 000 l'anno, anche attraverso nuove soluzioni ICT di promozione turistico-culturale
  • Promozione della mobilità urbana sostenibile: 100 km di infrastrutture leggere nuove o rinnovate e 40 nuove vetture a bassa emissione per il  trasporto pubblico.
Marche, Investimento totale €337,3 milioni, di cui €168,7 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€114,1 milioni – 33,8% delle risorse totali).
  • Promuovere la competitività delle PMI (€67,8 milioni – 20,1%).
  • Accelerare la transizione verso low-carbon economy (€65,4 milioni – 19,40%)
  • Migliorare l'accesso, l'impiego e la qualità delle ICT (€24,3 milioni – 7,2%)
Risultati attesi:
  • Nuovi posti di lavoro in attività di ricerca: 125
  • Attivazione di 300 collaborazioni tra centri di ricerca e imprese
  • Investimenti privati in ricerca e innovazione aumentati di €69 milioni
  • 440 nuovi km di banda larga
  • 1 080 imprese connesse a banda larga (100 Mbps)
  • Riduzione di gas serra di 20 000 tonnellate l'anno
  • Diminuzione del consumo energetico di industria e servizi da 43,90% a 37,90%
Provincia di Bolzano, Investimento totale €136,6 milioni, di cui €68,3 milioni del FESR
Priorità:
  • Riduzione emissioni gas serra attraverso risparmio energetico e la promozione di sistemi di trasporto sostenibili (€39,2 milioni – 28,8% delle risorse totali)
  • Rafforzare il sistema regionale di R&I e la cooperazione tra pubblico e privato (€16,3 milioni – 24%).
  • Digitalizzazione della PA e riduzione del digital divide (€16,3 milioni – 24%)
  • Messa in sicurezza del territorio (€13,1 milioni – 19,2%)
Risultati attesi:
  • Investimenti in 230 imprese
  • Collaborazioni attivate tra centri di R&S e imprese: 60
  • Riduzione di emissione di CO2 nell'ordine di 139 000 tonnellate
  • Nuovi posti di lavoro in attività di ricerca: 80
  • Territorio coperto da banda larga ad almeno 100 Mbps: 100%. Penetrazione della banda ultra larga: 50%.
Provincia di Trento, Investimento totale €108,6 milioni, di cui €54,3 milioni del FESR
Priorità:
  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione (€54,8 milioni – 50,5% delle risorse totali)
  • Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese (€27,7 milioni – 25,5%)
  • Promuovere l'efficienza e la riconversione energetica e le energie rinnovabili (€21,7 milioni – 20%)
Risultati attesi:
  • Investimenti in 80 nuove imprese
  • Creazione di 180 nuovi posti di lavoro
  • Maggiore collaborazione tra centri di R&S e imprese. Obiettivo: attivazione di 25 nuove collaborazioni
  • Riduzione di emissione di CO2 nell'ordine di 6 600 tonnellate

giovedì 19 marzo 2015

L'Agenda Digitale Italiana : che cosa è?


In questo post si cercherà di chiarire quali sono le caratteristiche della cosiddetta Agenda Digitale Italiana (ADI). Innanzitutto che cosa è l’Agenda Digitale Italiana?  Si può definire una delle sette iniziative principali individuate nella più ampia Strategia EU2020, che punta alla  crescita inclusiva, intelligente e sostenibile dell’Unione. Lo scopo principale dell’Agenda Digitale è sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività. 


L'ADI rappresenta quindi l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale. E' stata istituita il 1° marzo 2012 in seguito alla sottoscrizione da parte di tutti gli Stati Membri dell’Agenda Digitale Europea, presentata dalla Commissione Europea nel 2010. 

L’Agenda Digitale Europea ha definito con precisione gli obiettivi per sviluppare l'economia e la cultura digitale in Europa nell'ambito della strategia Europa 2020. Nel quadro dell’Agenda Digitale Europea, l’Italia ha elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità e modalità di intervento, nonchè le azioni da compiere e da misurare sulla base di specifici indicatori, in linea con gli scoreboard dell’Agenda Digitale Europea.
La strategia italiana è stata elaborata enfatizzando la complementarietà tra il livello nazionale e quello regionale, nonché l’integrazione tra le stesse iniziative regionali. Un fondamentale contributo è stato dato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che ha il ruolo di operare nell’ambito della comunità nazionale per favorire la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni e le Province Autonome, costituendo la "sede privilegiata" della negoziazione politica tra le Amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali.

In particolare la conferenza Stato-Regioni è la sede dove il Governo acquisisce l’avviso delle Regioni sui più importanti atti amministrativi e normativi di interesse regionale perseguendo l’obiettivo di realizzare la leale collaborazione tra Amministrazioni centrale e regionali e riunendosi in una apposita sessione comunitaria per la trattazione di tutti gli aspetti della politica comunitaria che sono anche di interesse regionale e provinciale.

La realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana in coerenza con l’Agenda digitale europea deve essere garantita dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID). 

Nell’ambito dell’Accordo di Partenariato 2014-2020 la Presidenza del Consiglio insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Coesione ha predisposto i piani nazionali «Piano nazionale Banda Ultra Larga» e « Crescita Digitale» per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale. 




Fondo Crescita Sostenibile: Bandi per progetti di R&S, settore ICT e industria sostenibile - MISE


Questo mio primo post è dedicato alla interessante opportunità rappresentata dai nuovi bandi in uscita sui progetti di R&S nel settore dell'ICT e dell'Industria sostenibile. Infatti con il Decreto Ministeriale del 10 ottobre 2014, pubblicato il 4 dicembre in Gazzetta ufficiale, il MISE ha destinato 400 milioni di euro del Fondo per la Crescita Sostenibile (FCS) alla copertura finanziaria di due interventi per la promozione di progetti di ricerca e sviluppo di rilevanza strategica per il sistema produttivo.
In particolare, si tratta di due bandi per il finanziamento di grandi progetti nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione elettroniche (ICT), coerenti le finalità dell'Agenda digitale italiana, e nel comparto della cosiddetta industria sostenibile.

Il bando per progetti in ambito ICT
Il primo bando, approvato con decreto ministeriale del 15 ottobre e pubblicato in Guri insieme al decreto di assegnazione dei fondi, dispone di 150 milioni di euro ed è dedicato a grandi progetti finalizzati:

a sfruttare al meglio il potenziale delle ICT per favorire l'innovazione, il risparmio, la crescita economica e occupazionale e la competitività, ottenendo vantaggi socio-economici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili;

in grado di esercitare un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e dell'economia del Paese, avvalendosi dell'impiego di specifiche tecnologie abilitanti fondamentali, come definite nell'ambito del programma Horizon 2020.

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Il bando per l'industria sostenibile
Il secondo bando, approvato con decreto ministeriale del 15 ottobre e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 5 dicembre, dispone invece di 250 milioni di euro.

I finanziamenti sono destinati a progetti finalizzati a perseguire un obiettivo di crescita sostenibile, per promuovere un’economia efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva. Le proposte devono prevedere l'utilizzo delle tecnologie abilitanti fondamentali, come definite nel programma Horizon 2020, e avere un rapido impatto sulla competitività e immediate applicazioni industriali.

Scarica il bando Industria sostenibile qui

Caratteristiche
I progetti, di durata non superiore a 36 mesi e avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione, devono prevedere spese ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni.
I contributi, nella forma del finanziamento agevolato, possono essere richiesti da centri di ricerca e imprese, comprese le start-up innovative, anche congiuntamente tra loro, ma senza superare la soglia di cinque soggetti aggregati, mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali il consorzio e l'accordo di partenariato.
Il finanziamento copre il 60% delle spese ammissibili per le piccole e medie imprese e il 50% per quelle di grandi dimensioni.

Il finanziamento agevolato ha una durata massima di 8 anni, oltre un periodo di preammortamento della durata massima di 3 anni.  Il rimborso del finanziamento agevolato avviene secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ogni anno. Gli interessi di preammortamento sono corrisposti alle medesime scadenze.

Il tasso agevolato di finanziamento è pari al 20 per cento del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni, fissato sulla base di quello stabilito dalla Commissione europea. In ogni caso il tasso agevolato non può essere inferiore a 0,8 per cento

In aggiunta al finanziamento è concessa un'agevolazione nella forma del contributo diretto alla spesa, fino al 15% delle spese ammissibili per le imprese di piccola e media dimensione e fino al 10 per cento per quelle di grande dimensione.

La misura effettiva sarà correlata al punteggio complessivamente conseguito dal progetto e sarà determinata in proporzione al rapporto tra la differenza tra il punteggio conseguito e il punteggio minimo ammissibile e la differenza tra il punteggio massimo e il punteggio minimo, calcolato con una cifra decimale senza arrotondamento.

La misura del contributo diretto alla spesa è elevata di 5 punti percentuali al sussistere di almeno una delle seguenti condizioni:

a) qualora il progetto venga realizzato con il contributo esterno di almeno un organismo di ricerca in misura non inferiore al 10 per cento della spesa complessivamente ammissibile e l’organismo di ricerca abbia il diritto di pubblicare i risultati dei progetti di ricerca nella misura in cui derivino da ricerche da esso svolte;

b) qualora il progetto sia realizzato in parte, nell’ambito di forme di collaborazione internazionale effettiva e stabile tra imprese, in altro Stato membro dell’Unione europea ovvero in quelli contraenti l’accordo SEE;

c) qualora ai progetti congiunti partecipi almeno una PMI. 

Procedure e iter di presentazione delle domanda
I termini di presentazione delle domande e le modalità di applicazione dei criteri di valutazione indicati nei bandi saranno stabiliti con un successivo Decreto del Direttore generale per gli incentivi alle imprese che dovrebbe essere pubblicato nella prima metà di Aprile 2015.


Il Ministero intende poi procedere alla raccolta di istanze preliminari che saranno valutate da un apposito comitato e, in caso di ammissione, aggiornate con la presentazione delle proposte definitive. Le istanze valutate positivamente saranno ammesse alla procedura negoziale con il Ministero, prima di accedere alle agevolazioni.